simone cametti
Casa Cametti

Casa Cametti


Simone Cametti è entrato per la prima volta a contatto con l'universo di Borca del 2015. Dopo un primo sopralluogo esplorativo (qui) la sua prima impressione affidata ad un video), il progetto è partito. Casa Cametti è un cantiere, nel quale la dimensione esistenziale ed esperienziale si connettono alla prassi di totale trasformazione ed appropriazione di uno spazio muto. Attraverso diversi cicli di lavoro nella Residenza di Progettoborca, che periodicamente coinvolgono gli altri membri della famiglia di Simone (la compagna Sonia e i figli Leonardo e Mattia, il cane Nora),i suoi studenti all'Accademia di Belle Arti Rufa, altri soggetti operativi a Borca, la palazzina gellneriana degli ex Uffici Dirigenti viene traformandosi nella Casa di vacanza della Famiglia Cametti, e, più in generale, in uno spazio di lavoro, incontro, discussione, attività metaboliche. Da luglio ad aogsto 2017, con un nuovo spostamento da Roma a Borca, Simone è stato di nuovo operativo, il suo lavoro si è articolato attraverso fasi differenti.Molte persone sono passate da Casa Cametti nei mesi estivi: il pubblico, che la invade di continuo, mentre la famiglia si dedica alla proprie faccende quotidiane (mangiare, lavare, fare i compiti, andare a funghi, aggiustare la stufa, portare l'acqua in cucina, archiviare documenti e oggetti storici, andare da Bauce); gli artisti, i curatori e i collezionisti; gli architetti e gli storici della cultura e dell'economia; i paesani e gli ospiti stranieri; tutta la platea operativa che contrubuisce a costruire un ragionamento di riutilizzo di questo mastodontico compllesso-mai-morto. Che, come esemplifica ottimamante la pratica di Cametti, può e deve essere ripensato ad un uso nuovo, sperimentale, sensato, significativo, responsabile ed efficace.
Prodromo, 25 Luglio 2015

 

CASA CAMETTI
Dalla montagna L’ex Villaggio Eni di Corte di Cadore è una struttura prodigiosa, dove, negli anni ’50, prese forma, grazie all’architetto Edoardo Gellner, il programma sociale di welfare (e propaganda) di Enrico Mattei. Per decenni, fino agli anni ’90, il Villaggio ospitò i dipendenti di Eni, nei soggiorni estivi alle pendici del Monte Antelao. Dal 2014, Dolomiti Contemporanee vi ha attivato una Residenza internazionale, connessa a Progettoborca, piattaforma di rigenerazione di questo sito, tanto importante nella storia della cultura, dell’innovazione, della civiltà, e d’Italia.
Azione: l’arte nello scarico
Simone Cametti è giunto all’ex Villaggio Eni di Corte di Cadore a febbraio 2015, a conoscere ed esplorare il Villaggio e la sua Colonia, una delle strutture più importanti del complesso, oggi trasformata in un grande cantiere artistico e culturale. Da subito, la pratica del far arte si è venuta intimamente connettendo con quella dello stare al mondo, e Cametti ha coinvolto la propria famiglia nel progetto. Far l’artista non è un mestiere, ma un modo d’esser presenti attenti, mentre si vive. Occhi neri belli fissi sempre accesi, come dado a stringere su concetti e oggetti. Gli ex uffici dirigenti, uno dei padiglioni parte dell’enorme Colonia, inutilizzati dal 1991, hanno così preso a trasformarsi. Scomparsi i raccoglitori e i documenti, sono arrivati i mobili e gli arredi preziosi di Gellner, gli elettrodomestici della Colonia, prodotti da molte importanti aziende d’allora (Fantoni, Lanerossi, Flos, Ginori, Pirelli, Agipgas). Lo spazio di lavoro abbandonato, ristrutturato e dotati di utenze e servizi dall’artista stesso, è dunque diventato ambiente domestico, oggi composto da salotto, cucina, tre camere, bagno, terrazza, frigo e televisione. Ogni anno, la famiglia Cametti parte da Roma e raggiunge Simone in Casa Cametti, per il soggiorno estivo. Leonardo, tre anni, Mattia, undici, la compagna Sonia, il cane Nora. Alle volte, salgono anche gli studenti di Simone all’Accademia RUFA, per sviluppare workshop o progetti. Il ritmo, nella Casa, è quello ordinario della vita di un gruppo familiare alla villeggiatura in montagna. Mentre Simone compie ricerche in Colonia, e lavora (muratore, elettricista, idraulico, cogitatore) alla casa, i figli giocano. Si va a funghi nel bosco, e si cucinan risotti. Si beve vin bianco in terrazza, tra i pini e gli abeti. Nora abbaia ai caprioli e cervi, qui di casa. Quando c’è tempo, si va a camminare, o al lago. Durante gli Open-studio, il pubblico invade la casa, senza turbarne l’intimità. Casa Cametti non è un set: è un cantiere della produzione autosufficiente, governato da un’idea vitale e rigenerativa, testarda e quieta. È, come Progettoborca, che la contiene, una sorta di responsabile e autarchica ribellione ai destini d’inerzia e alle pigrizie commemorative (non frignare, avvita). È uno spazio occupato, abitato e aperto alle persone aperte, nel quale l’artista si sa far lo scarico. La pratica quotidiana di vita, coincide qui con quella artistica, abbiamo detto. Artista ripara la stufa. La stufa scalda i suoi bimbi. Però Simone documenta ogni cosa, nei lavori a parete, con le foto. E con i video, viene l’arte, a dar senso allo Spazio perduto, che si vorrebbe ritrovare.

Gianluca d'Inca Levis

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Luce in Casa Cametti, 2015

Cambio gestore, Casa Cametti 2016