simone cametti

2015

 

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Denti è un’installazione dove un’imperfezione fisica è lo spunto per raccontare la biografia dell’artista.

Una foto lo ritrae illuminato da una luce a wood che mette in evidenza un difetto nella dentatura.

Una voce distaccata e professionale descrive per alcuni minuti il percorso artistico di Simone,

soffermandosi su alcuni lavori tra i più significativi. Come in una trasmissione radiofonica,

il racconto si segue distrattamente e con continuità. Ma è solo negli ultimi secondi che si rivela la

sostanza del progetto, che lega la foto al sonoro in un gioco di rimandi tra vero e falso, tra ciò che

vogliamo vedere e ciò che realmente ci passa sotto gli occhi. Forse la realtà per Cametti è un percorso

contorto, ma la meta è veramente molto semplice per lui. La verità sorprende più di un ritocco posticcio.




Denti, 2015, un autoritratto con in mano una luce a wood, evidenzia le parti chiare del viso ma
anche, impercettibilmente, i suoi difetti. La parte inferiore dei denti resta in ombra e denuncia
il loro essere posticci. Un sorriso forzato che è anche il desiderio di mostrare le cose per
quello che sono realmente, fuori da qualsiasi rielaborazione. Un ritratto semplice nel quale
tutta la poetica dell’artista sembra essere messa a nudo. I giochi e le manomissioni della
materia e del pensiero dominante valgono poco di fronte alla realtà. Una realtà che solo chi
conosce veramente sa declinare.